Scegliere un camper in base al tipo di vacanza

Non tutti i camper sono comodi, alcuni si prestano di più, altri meno. Dipende dal tipo di vacanza che sceglierai.

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La scelta di un camper dipende da vari fattori, nei post precendenti abbiamo parlato proprio di questo. Ma se avessimo già in mente il tipo di vacanza da fare allora tutto sarebbe piú facile, perché ogni vacanza ha un suo camper ideale. In questo post descriveremo i pro e i contro dei modelli di camper in relazione al tipo di vacanza, indipendentemente che tu voglia acquistare o affitare un mezzo.

Abbiamo immaginato due modi molto differenti di concepire la vacanza in camper. Due categorie completamente opposte.

Vacanza Comoda

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Immagini la vacanza prevaletemente in campeggio. Vuoi tutte le comodità possibili. Per te è molto importante riprodurre l’ambiente di casa sul tuo mezzo. Cosa c’è di più bello che stare con la propria casa in mezzo alla natura? Vuoi avere la possibilità di ospitare parenti e amici e vuoi dare tanto spazio ai tuoi figli per potersi sfogare in vacanza. Vuoi goderti il mare in tutta comodità, magari spostandoti da un campeggio ad un altro. Sai che utilizzerai il tuo camper anche durante l’anno magari per andare a sciare o per qualche breve ponte. Ma prevalentemente vuoi un camper per l’estate.

Allora i tuoi mezzi ideali sono i Mansardati, Semintegrali o i Motorhome.

Ti spieghiamo perché: Questi mezzi sono spesso grossi, lunghi e ingombrati, tradotto in positivo vuol dire che sono spaziosi e comodi anche per 6 persone.

I tuoi figli potranno portare qualche gioco in più e avranno tanto spazio a disposizione. Mentre i tuoi ospiti si sentiranno a loro agio e non vivranno la vacanza in camper come un trauma.

I grandi gavoni ti permetteranno di stivare tanti accessori per allestire nella tua piazzola del campeggio una veranda fornitissima, trasformando il tuo camper in un bilocale.

Tutto questo ha un prezzo e non solo a livello economico, perciò ora ti spiego gli svantaggi da considerare. Gli accesori si pagano, pesano e alcuni vanno montati e smontati; tavolini, verande, teli, sedie e cucine. Per raggiungere la comodità avrai un paio d’ore di lavoro ad ogni sosta in campeggio. Inoltre tutto questo materiale renderà il tuo camper un bisonte della strada. Saliranno i consumi e ti passerà la voglia di muoverti troppo. Hai scelto la vacanza comoda mentre sei fermo in campeggio quindi tutto quello che è comodo in sosta diventa scomodo quando ci si muove. Questo è da mettere in conto. Se proprio ti vien voglia di girare valuta sempre quali strade andrai a percorrere. Andare a visitare un Borgo Medioevale in collina può farti passare un brutto quarto d’ora. Questi mezzi richiedono una guida d’impegno su strade strette e tornanti di montagna. Addirittira ci sono Borghi che non potrai mai raggiungere col tuo mezzo. Un vero peccato per noi camperisti.

Vacanza di Movimento

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Immagini la vacanza come un viaggio fatto di soste e scoperte. Ti piace il mare ma non vuoi stare troppo fermo nello stesso posto. Hai in mente di fare sosta libera in riva al mare, vorresti scoprire spiaggie e luoghi tuoi. Immagini anche come potrebbe essere fare un viaggio nei paesi europei e hai un sogno, vorresti raggiungere Capo Nord col tuo camper per vedere l’aurora boreale. Vuoi organizzare un tour per le più belle capitali europee, perciò hai bisogno di un mezzo veloce, comodo, che consumi poco e che si possa parcheggiare facilmente.

Ovviamente il mezzo che fa per te è un camper puro. Questi furgoni hanno dei grossi vantaggi.  Su di essi è possibile  montare gli stessi accessori dei grandi mansardati, esempio tv, tendalino, pannelli solari, portabici, climatizzatore, ecc. L’unica differenza è che non c’è molto spazio all’interno ma sopratutto non puoi portare troppe attrezzature da campeggio. Scordati le cucine da outdoor, sdraio e tavolini giganti. Ma se sceglierai questo mezzo potrai fare tranquillamente a meno dell’accessorio che diventa un peso inutile per il tuo veloce mezzo.

Un enorme e non indifferente vantaggio sarà la discrezione che ti offre questo furgone, potrai tranquillamente girare nelle grandi città d’Europa senza dare troppo nell’occhio. In fondo, esternamente il camper puro è solo un furgone. Per le soste selvaggie che andrai a fare ti consigliamo di scegliere degli accessori per aumentare l’autonomia delle tue utenze. Dovrai mettere in conto che diventano quasi indispensabili accessori come uno o  più pannelli solari policristallini con doppia batteria e se non vuoi badare a spese una stufa Webasto per il riscandamento. Tutto questo per rimanere indipendenti e autonomi per il maggior numero di giorni.

Inoltre potrai guidare questi mezzi in modo molto più spensieraro rispetto alle altre tipologie di camper, questo perché sono piu piccoli e maneggevoli ed è possibile raggiungere luoghi e piccoli Borghi senza preoccupazioni.

Abbiamo già parlato nei post precedenti dei vantaggi dei camper puri e, anche se possediamo un motorhome, rimaniamo sempre affascinati da questa tipologia di mezzi: sono i veri camper per i viaggi on the road ed esteticamente sono davvero accattivanti. Forse un giorno ne avremo uno…

Come sempre abbiamo deciso di dividere il mondo del camper in categorie di appartenenza e ciò non vuol dire che con un mansardato gigante non sia possibile girare l’Europa oppure che con un camper puro non si possano fare tre settimane in campeggio. Amiamo creare categorie di appartenza per far nascere in voi una un’immagine in cui ci si possa identificare, cosicché possa scoccare quella scintilla che vi porti ad entrare nel mondo dei camper magari acquistandone uno.

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Guida all’uso del Barbecue a gas in camper

Grigliare la carne su un berbecue a gas non è una faccenda cosi semplice. Servono conoscenze tecniche e accorgimenti.

Il nostro camper Arca Super America 595, possiede gli attacchi esterni di acqua e gas. Questo ha fatto nascere in noi una nuova passione, la Barbecue mania! Perciò, abbiamo deciso di organizzare un weekend di mare e campeggio solo per poter mettere alla prova le nostre nuove conoscenze che hanno a che fare col mondo del barbecue. Sì, perché grigliare la carne richiede accorgimenti da chef e solo una grande passione e tecnica possono rendere le vostre grigliate qualitativamente eccellenti.

Prendiamo come esempio la Bistecca alla Fiorentina. Certo, il taglio di carne è importante per le sue caratteristiche e qualità, ma per prepararla è altrettanto importante il metodo di cottura, potremmo definirlo quasi “brevettato”. Allora partite con noi per questo weekend, proprio in direzione Toscana…

La destinazione è Marina di Massa, sostiamo presso  il Camping Giardino e come prima cosa sistemiamo camper e veranda e iniziamo a preparare il Barbecue a gas. Montarlo è semplice e veloce, è di marca Cadac. Non è un Weber ma sembra ben costruito, ed ha tutte le caratteriste necessarie;  coperchio forato e termometro per controllare la temperatura dell’atmosfera sotto il coperchio. Questo accessorio diventerà indispensabile per tutte le vostre ricette. Sarà indispensabile imparare a gestire il coperchio e il suo utilizzo per procedere con una cottura di qualità.

Questo mondo è dominato da una grande azienda, la Weber, che produce barbecue e prodotti specifici. Per questo motivo abbiamo deciso di comprare La Bibbia Weber del Barbecue, un libro prodotto proprio dalla Weber, che descrive tutte le tecniche di cucina su griglia, impreziosite da squisite ricette per Carne, Pesce e Verdure.

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Gli accessori utilizzati saranno: Scatola affumicatrice con legnetti Weber, Cleaner pulitore Weber per griglia, Kit utensili, Piastra per Pizza, spazzola metallica.

Procediamo con la nostra prima ricetta, una semplice grigliata di carne di manzo, costine di maiale e salsiccia. Insomma, un qualcosa di molto classico per iniziare.

Il manzo e il maiale hanno tempi di cottura differenti, il manzo predilige il fuoco vivo e una cottura più veloce in modo da formare una parte esterna maggiormente cotta rispetto all’interno, in questo modo i succhi rimangono imprigionati al fine di ottenere una carne tenera, rosata e succosa all’interno ma più abbrustolita fuori. Mentre il maiale, esempio le costine, prevede un tempo di cottura più lento a fuoco medio basso, in modo da ottenere una completa e totale cottura della parte interna e una maggior croccantezza esterna dovuta alla cauterizzazione della carne. Inoltre, il grasso si scioglierà in modo adeguato.

I barbecue a gas hanno il grosso vantaggio di essere comodi e più facili da pulire a discapito, a quanto pare, del sapore dei cibi. La carbonella, o meglio la legna, conferiscono un sapore più forte e saporito alle carni. Perciò, per ovviare a questo inconveniente, noi utilizzeremo un affumicatore per ottenere la qualità di cottura di un barbecue a carbonella sfruttando la comodità di uno a gas.

L’affumicatore è una semplice scatoletta di metallo, dove al suo interno vengono posizionati dei legnetti inumiditi. Essi vanno lasciati per almeno mezz’ora in acqua per far sì che s’impregnino per bene. Intanto la carne va tirata fuori dal frigo almeno mezz’ora prima in modo che raggiunga la temperatura ambiente prima della cottura.

Successivamente si inizia a scaldare la piastra accendendo il barbecue per cucinare qualche verdura e diciamo che la velocità di cottura col coperchio è notevole. Finalmente riusciamo a cucinare dei peperoni sulla griglia senza invecchiare.

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Intanto prepariamo la carne di manzo, che va salata prima della cottura con sale grosso. Va usato questo perché il sale fino altera il sapore conferendo un gusto metallico in base ad una reazione chimica. Non preoccupatevi, il sale grosso usato prima non asciugherà la vostra carne, ma penetrerà nelle fibre e salerà in modo migliore.

Adesso, racchiusi i legnetti nella scatola affumicatrice, posizioniamo la scatoletta sulla piastra rovente a fiamma alta, con coperchio chiuso. Dopo 15 minuti ad una temperatura di 250 gradi iniziamo a notare l’uscita dal coperchio il tanto atteso fumo e profumo! Siamo pronti. L’affumicatore sta facendo il suo dovere di insaporitore.

Tutto è pronto, affilati gli utensili, la carne di manzo finisce su un fuoco medio alto e una piastra rovente. Il coperchio va subito posizionato e presto la temperatura raggiunge i 180/200 gradi, la bistecca è spessa 2 centimetri e perciò decidiamo di tenerla sul fuoco 2 minuti per lato. La cottura è perfetta! Al sangue!

Mentre mangiamo, Costine e Salsiccia possono cuocere più lentamente ad un fuoco medio basso, senza sale, ovviamente con coperchio chiuso! Temperatura 180 gradi.

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La nostra grigliata di carne è squisita e l’affumicatura si sente.

Subito dopo mangiato, a griglia ormai fredda, puliamo tutto con spazzola metallica e il Cleaner della Weber. Il procedimento è velocissimo.

La sera invece ci dedichiamo alla cottura di una pizza: utilizzeremo una piastra apposita che va posizionata direttamente a 2 centimetri dalla fiamma. Accendiamo e copriamo subito con coperchio. Nel mentre, stendiamo la pasta della pizza e quando la piastra è ben calda e la temperatura ha raggiunto i 200 gradi, la pizza può essere posizionata sulla piastra rovente ma solo dopo averla cosparsa di farina. Coperchio chiuso, 5 minuti e la nostra pizza è pronta.

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Questa è stata la nostra seconda esperienza di cottura con barbecue a gas. In questo post invece potrete leggere invece della nostra prima volta.

Questa estate la dedicheremo al Barbecue e a nuove e gustose ricette. Ci possiamo considerare dei neofiti e per ottenere il meglio da quest’attività serve dedizione ed esperienza. Bisogna conoscere i tempi in base al tipo e allo spessore della carne, il tutto per poter utilizzare il coperchio evitando l’apri e chiudi continuo per non far scendere la temperatura, gestire la quantità e la tipologia di legnetti per l’affumicatura, va misurato il condimento iniziale, esempio il sale ed è necessario provare e sbagliare per poter col tempo tirare fuori il meglio da uno strumento molto comune che tutti abbiamo usato ma che racchiude in sé un mondo fatto di conoscenze non così scontate.

In fondo, il barbecue che cos’è se non “Il Focolare” che raccoglie le persone in attesa di vivere il piacere dello stare insieme a tavola?

Concludiamo il nostro weekend di Mare e Cucina passando nel viaggio di ritorno verso casa da uno dei nostri ristoranti preferiti, Ca Dal Brass a Berceto.

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S&D

I ristoranti più belli visitati in camper

Andare fuori a mangiare non può essere solo riempirsi la pancia, per questo crediamo che esista anche il bello in un ristorante.

Il titolo di questo post è già di per sé un po’ anomalo, un ristorante di solito non si visita, ma si prova per le sue qualità culinarie e spesso si dice di quanto è buono e non di quanto è bello. Ma questo è un blog di “bellezze scoperte in camper“. Perciò, con questo articolo vogliamo raccogliere la lista dei migliori ristoranti per quanto riguarda la loro unicità, naturalmente in relazione alle loro qualità legate al piacere della buona cucina.  Li consideriamo delle vere e proprie scoperte che vogliamo condividere con voi, ma per raggiungerli dovrete viaggiare per l’Italia col vostro amatissimo camper. Partiamo!

Ca’ dal Brass – Berceto

Questo ristorante situato in Località Castellonchio 46 a Berceto, esattamente a metà strada fra Parma e La Spezia, lo consideriamo il nostro preferito. Ci siamo stati già tre volte e spesso organizziamo le nostre gite in camper per poterci passare. Ma cosa rende questo posto speciale? Entrando ci si accorge subito che la cura dei dettagli è elevata e le attenzioni dei proprietari sono notevoli, non solo verso il cliente ma anche verso ciò che li caratterizza, La Chianina. Qui si può gustare una buonissima carne alla Fiorentina di carne Chianina “certificata”. Inoltre il locale fa parte del consorzio per la tutela dell’indicazione geografica protetta del “fungo porcino” ed è ricavato da un’antica Cascina appartenuta alla Curia, accuratamente ristrutturata. Esso è situato esattamente sulla via Francigena e la location rispecchia esattamente il nostro ideale di ristorante. Potrete cenare accompagnati dal sottofondo di musica Barocca del ‘600.

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La Fonte – Pienza

Quest’agriturismo si trova a Pienza in Toscana, appena arrivati vi accorgerete del perché questo luogo è così speciale. “Un panorama incantevole vale la spesa del biglietto”. Perciò oltre ad assaporare cibi squisiti cenando all’aperto potrete ammirare le splendide colline toscane, in un silenzio di pace che vi riempirà il cuore. Memorabile!

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Ristorante Borgo Antico – Peschici

Questo ristorante si trova Peschici. Mangiare in un ristorante è una parola grossa, in realtà i tavoli si trovano all’esterno del ristorante, sulle scale delle viettine adiacenti. La sua particolarità è proprio questa. Silvia ed io conosciamo profondamente la Puglia e il suo spirito. Ve lo consigliamo per assaporare non solo gli ottimi piatti tradizionali ma anche per le sue atmosfere romantiche. Cenare a lume di candela in un vicolo circondato da case bianche e piante di ogni tipo è qualcosa di realmente da sogno d’altri tempi. Tempi Antichi!

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Il Casale Degli Amici – Norcia

Quest’agriturismo è situato a Norcia. Tra le rovine del terremoto che ha distrutto questo paese nasce vivido lo spirito tenace delle persone che hanno delle attività tipo questa. Il Casale Degli Amici oltre ad offrire una cucina curata e di qualità ti permette di pranzare davanti ad un panorama mozzafiato sulla vallata Norcina. La potenza della natura è toccante!

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La Cantina di Spello – Spello

Questo ristorante situato nel centro di Spello, in Umbria, è caratterizzato da una location sorprendente per le sue raffinatezze che contrastano con un ambiente rustico. Musica classica ad allietare un pranzo di una cucina raffinata e non banale, ogni dettaglio è curato per rendere l’esperienza culinaria davvero indimenticabile. Si capisce che siamo al Top.

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Agririfugio Molini – Parco del Portofino

Questo rifugio è situato nel parco del Portofino e per raggiungerlo è necessario “guadagnarselo” con un trekking. Leggi qui. La particolarità è tutta nel panorama. Stupefacente.

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Quel Castello di Diegaro – Cesena

Questo Castello è situato appena fuori Cesena. Appena arrivati rimarrete stupiti dalla struttura maestosa e incredibilmente bella di questo Castello. E’ quasi impensabile che al suo interno possa celarsi un ristorante di qualità. Gli arredamenti e i dettagli della struttura sono ricercati, per non parlare della qualità dei piatti. Eccelsa! Anche in questo luogo siamo passati più volte, anche perché si trova sulla strada che spesso percorriamo durante i nostri viaggi in camper.

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E voi cosa ci consigliate?

S&D

Conviene acquistare un camper vecchio?

Queste sono le nostre esperienze che abbiamo fatto acquistando due vecchi camper di oltre 20 anni

Vorresti comprare un camper ma non hai la possibilità di comprarne uno nuovo e in ogni caso non spenderesti mai 60000 euro per un mezzo che è soggetto a degrado,  essendo un veicolo. Però leggendo questo post scoprirai attraverso le nostre due esperienze quanto conviene e cosa mettere in conto quando acquisti un camper che ha 20 anni o più. Ti presenteremo i nostri due camper datati, cercheremo di guidarti nella scelta.

Pesciolone era il nome del nostro primo camper. Un C.I. 320 turistico del 1991

 

Perché lui? Comprato quando aveva 23 anni al prezzo di un piccolo scooter. La motrice molto affidabile montava un motore Ford 2500 aspirato, 80 Cv consumi bassi pari a 10 km con un litro di gasolio. Trazione posteriore, un arrampicatore! Guidabilità da camion. Velocità e ripresa basse. Viaggiavamo ad una media di 85 km/h. Zero elettronica e affidabilità ottima. Costi di manutenzione bassi. Fattore sicurezza pari a zero. Niente ABS, niente Airbag, niente controlli di trazione e frenata lunghissima. In curva si imbarcava e costringeva a ridurre la velocità di molto. Sospensioni a balestra vecchie e non più performanti.

Questi erano i pregi e i difetti della meccanica, invece la cellula?

La cellula era infiltrata, questa è una cosa abbastanza prevedibile, tuttavia c’è un mondo oscuro legato ai camper vecchi ed economici, essi spesso vengono tenuti in vita da persone che li comprano da infiltrati a poco per rivenderli camuffati come se fossero in ottime condizioni, sperando che qualche acquirente inconsapevole non noti le infiltrazioni. Fanno dei lavori superficiali, li ripuliscono, li verniciano con poche decine di euro per rivenderli al doppio. E spesso omettono quali sono le problematiche relative alle infiltrazioni. Questa è stata la nostra storia…

Pesciolhome è il nostro secondo e attuale camper, è un Arca SuperAmerica 595 del 1995.

 

Comprato all’età di 22 anni. Al prezzo di una piccola utilitaria. La meccanica è quella affidabile del Fiat Ducato 2.5 TDI con 116 CV, sufficienti a spingere questo lussuoso motorhome degli anni 90 a velocità e performance attuali. I consumi sono bassi, circa 9/10 km con un litro alla velocità media di 100 km/h come velocità di crociera. Anche questa meccanica è senza elettronica e senza dispositivi di sicurezza elencati sopra. Tuttavia guidandolo abbiamo notato una maggiore stabilità grazie alle sospensioni ad aria e una frenata più decisa. Trazione anteriore e guidabilità da Suv.

La cellula? Essendo un camper di livello Top degli anni 90 è stato costruito ad un livello qualitativo superiore rispetto all’economico C.I. sopra citato. Gli Arca SuperAmerica difficilmente subiscono la piaga delle infiltrazioni e ancora conservano il fascino di un tempo.

Adesso che abbiamo fatto le presentazioni tiriamo le somme e consideriamo quali sono gli aspetti negativi e positivi di un camper quasi d’epoca.

Valutiamo la meccanica

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“I pochi soldi spesi giustificano i mezzi” Certo questa è un’ironica verità, però il rischio piú grande è che il vecchio si possa rompere. Quando acquistiamo un camper non è tanto importante valutare le condizioni del motore, per vari motivi. I camper  in media percorrono 6000 km all’anno, per 80% fatti in autostrada. Perciò un camper di 20 anni potrebbe avere ipoteticamente 120000 km che sono pochi per i motori “mulo” di una volta. E nella peggiore delle ipotesi cambiare l’intero motore ha un costo irrisorio in proporzione e rispetto ad un camper nuovo. Quello che conta nella scelta è sempre la cellula abitativa. Ma rimaniamo sulla meccanica; la tecnologia in 20 anni ha fatto tanti progressi perciò il grande punto debole dei mezzi datati è legato alla sicurezza, primo per la mancanza di dispositivi, secondo per la guidabilità, frenata, tenuta di strada, sospensioni, scarsa ripresa. Insomma non ci siamo proprio. Servono almeno 120 cv di media e doti telaistiche attuali. Per fortuna i pezzi di ricambio si trovano e ogni meccanico sa riparare un vecchio Ducato o Ford Transit.

Da considerare un altro fattore legato alle norme anti inquinamento, per ora non si capisce se effettivamente i vecchi camper ne siano esenti. Tuttavia mettete in conto che avete in mano degli Euro 1/2 con tutte le possibili limitazioni annesse.

L’ultimo aspetto, positivo, è che sarà possibile far passare questi vecchi camper come mezzi d’epoca iscrivendoli all‘ASI. Questo darà valore al nostro vecchio compagno di viaggio, in questo modo potremo risparmiare su costi di mantenimento ed avere qualche tutela in più.

Ma è ora di passare alla grande incognita della cellula abitativa

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Ciò che è più importante valutare quando si visiona un mezzo con più di 20 anni è tutto quello che riguarda la cellula abitativa, dai dispositivi e accessori alla presenza di infiltrazioni. Gli impianti vanno provati, bisogna far eseguire un controllo da un esperto con un igrometro per scovare le possibili infiltrazioni. Questo è assolutamente necessario! Un mezzo gravemente infiltrato può arrivare anche a valere un terzo del reale valore. Il punto è che a volte le infiltrazioni sono così estese che il costo della riparazione è superiore al prezzo di acquisto. Infatti siamo sui 1000 euro al metro quadro per intervento. Sembra di parlare di costi relativi ad un appartamento.

Però se tutto è ok e tutto funziona dobbiamo valutare che gli accessori, tipo frigo, pompa acqua, serbatoi, stufa, boiler, pannelli solari, impianto acqua e gas, tendalino,ecc. potrebbero essere datati e perciò a rischio rottura, alcuni pezzi risulteranno introvabili tuttavia in qualche maniera i meccanici di camper sono preparati a queste eventualità e sapranno trovare delle soluzioni per rimpiazzare i vecchi accessori. Naturalmente il servizio sarà pagato adeguatamente.

Trovare un esperto di camper che vi guidi nell’acquisto e che vi supporti durante gli inevitabili imprevisti diventa una necessità.

I nostri due vecchi camper hanno regalato tante emozioni e non ci siamo pentiti di averli comprati. Ogni tanto hanno avuto bisogno di cure e attenzioni ma hanno saputo ripagare con l’esperienza!

 

S&D

 

 

 

Perché acquistare un camper? Vantaggi e svantaggi

Vorresti acquistare un camper ma hai mai pensato ai pro e i contro? Valuta con noi alcuni aspetti da considerare

Siamo camperisti ormai da 4 anni e intendiamo esserlo ancora per molto tempo. Quindi è ovvio che consideriamo di più i vantaggi rispetto agli svantaggi di avere un camper. Però con questo post vogliamo stilare un elenco di 10 punti che indicano i pro  e 10 punti che portano alla luce i contro della vita da camperisti.

Premessa: Vi aiuteremo a scegliere se acquistare un camper anche senza prenderlo a noleggio per un weekend, cosa che tra l’altro sconsigliamo di fare. Sì, forse siamo gli unici al mondo a dirlo. Certo, c’è un po’ di ironia nel dire questo ma pensiamo che affittare un mezzo per 2 giorni non sia sufficiente per conoscere bene il camper, il suo utilizzo e tutto quello che gira intorno a questo mondo. Insomma, un weekend che potrebbe risultare troppo traumatico per capire se vale la pena investire tanti soldi. Alla fine rischieremmo di averne un opinione troppo negativa.

Per noi è stato molto più facile, eravamo convinti che questa vita ci sarebbe piaciuta.

Partiamo con i PRO:

1. Prendi e parti senza prenotare. Con un camper sei praticamente svincolato da orari e prenotazioni. I tempi li scegli tu.

2. La vacanza subito appena sali. Per molti camperisti la vacanza inizia appena si accende il motore. Perchè in fondo stare su un camper è come un gioco. Ci si sente a casa e in vacanza nello stesso momento.

3. Gira per il mondo. La quantità di posti che visiterai arricchirà il tuo bagaglio di conoscenze geografiche, storico e culturali.

4. Educativo per i bambini. Hai dei figli e grazie ad un camper farai vivere delle esperienze di crescita anche in relazione agli altri membri dell’equipaggio; compiti, doveri e libertà. E ogni sosta sarà un nuovo mondo fatto di scoperte.

5. Il tuo mondo in una scatola. Il Camper rievoca la scatola di cartone in cui ci rifugiavamo da bambini, tutto è a portata di mano, un mondo piccolo e accogliente dove noi ci sentiamo i padroni. Quest’aspetto psicologico è comune a molti camperisti. Un luogo protetto, con una finestra sul mondo.

6. Risparmi su certi aspetti. Esempio: hai la possibilità di fare un weekend spendendo solo 100 euro per 4 persone tutto compreso. E questo ti fa venir voglia di partire.

7. Gusta le specialità culinarie. Partendo raggiungerai paesi e luoghi dove potrai comprare i prodotti tipici e cucinarli sul tuo camper non spendendo niente. Ecco delle ricette.

1° viaggio con Pesciolone: Mantova!

8. Raggiungi i non luoghi. Il camper ti permette di raggiungere posti che non visiteresti mai se non con un camper, per motivi logistici e di popolarità ma che si potrebbero rilevare delle vere scoperte. Un esempio lo trovi in questo post.

9. A contatto con la natura. In camper sei a contatto con la strada ma anche col verde. E lo trovi dovunque.

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10. Community e identificazione. Comprando un camper entri in un mondo fatto di persone con la stessa passione. Troverai solidarietà e aiuto da parte di altri camperisti. Farai parte di un gruppo con la stessa identità.

Ora parleremo dei CONTRO:

1. Sei sempre nel “fare”. In camper hai sempre da fare: carica, scarica, parcheggia smonta e rimonta. Molti si divertono, altri si ossessionano per sistemare tutto. Avete presente quelle persone che devono sempre “fare”? Il camper vi può sfinire se non sarete capaci di prendervi un momento per rilassarvi.

2. Non si risparmia su alcuni aspetti. Servono minimo 2000 euro annui fra assicurazione, rimessaggio, bollo e manutenzioni. Più acquisto e degrado del mezzo si scopre che siamo circa sui 3500/4000 euro annui. Ecco i conti semplificati. A voi la scelta.

3. Che lentezza! Inevitabilmente si va piano. Calcolate un terzo del tempo in più rispetto a quello che vi dice il navigatore.

4. Affiatamento e coppia solida. E’ un bene spesso comprato da coppie e famiglie. Il rapporto col partner deve funzionare non solo per la gestione di compiti e spazi. Il camper è la prova del nove. Se non separa, unisce!

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5. Dove dormire al sicuro? Quando si dorme si è vulnerabili, anche dentro un camper. Perciò bisogna pensare con anticipo dove trascorreremo la notte.

6. Più c’è, più si rompe. I nostri mezzi sono pieni di accessori e dispositivi. Le cose si rompono come in una casa e non come in una macchina. Serve manutenzione ma aspettatevi imprevisti.

Un piccolo assaggio di Versilia..

7. Pipì e Pupù. Le operazioni di carico e scarico non sono per schizzinosi.

8. Attenzione a non incastrarsi. Vogliamo visitare luoghi ma spesso i navigatori non ci avvisano che le strade sono inadatte alle dimensioni di un camper. Altezze e larghezze possono farci passare dei brutti momenti. Attenzione anche agli alberi, i loro rami graffiano.

9. Infiltrazioni. E’ il cancro dei camper. Se entra acqua nella cellula si crea un’infiltrazione che, se non presa in tempo, distrugge il nostro mezzo, fino a far salire i costi di riparazione a migliaia di euro. Fate attenzione anche all’acquisto.

10. Vacanza sempre in camper. Una volta acquistato metterai in conto che difficilmente farai vacanze diverse. Vincolante!

 

Come riparare il paraurti in vetroresina del camper

Avere parti del camper in vetroresina è una fortuna, perché questo materiale si presta a riparazioni facili e veloci.

Purtroppo il nostro camper quando era fermo in sosta è stato urtato da un altro camper. L’incidente non ha compromesso la cellula, ma il fascione laterale ha subito un danno notevole. Fortuna vuole che il nostro Arca Superamerica 595 ha i paraurti in vetroresina anziché di plastica: questo permette una riparazione facile, veloce ed economica senza la necesità di cambiare l’intero pezzo, che tra l’altro risulta introvabile.

Ecco il danno:

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In attesa di informarci su come procedere abbiamo deciso di applicare del nastro americano temporaneo. Portatelo sempre con voi, é utilissimo in caso di emergenze.

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Abbiamo poi ordinato su internet il kit completo della Saratoga per la riparazione del vetroresina al prezzo di 27 euro. Inoltre, in colorificio abbiamo preso della vernice spray per riverniciare il paraurti (sperando che sia della stessa tonalità).

Altri accessori utili sono l’acqua ragia per pulire le superfici e una levigatrice con carta abrasiva.

Partiamo con la riparazione:

1. Scartavetrare leggermente la superficie con la levigatrice.

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2. Pulire con acquaragia.

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3. Ritagliare piú fogli di vetroresina della grandezza desiderata per coprire le fessure e i buchi.

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4. Aggiungere al vetroresina l’indurente e spennellare la superficie. Attaccare il foglio e tamponare col pennello facendo penetrare nelle pagliuzze tutto il liquido. Aggiungere altri fogli e ripetere.

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5. Quando la vetroresina é solidificata si può scartavetrare di nuovo con levigatrice e ripulire con acqua ragia.

6.  Ora é possibile riverniciare passando prima un fondo spray e poi una vernice spray dello stesso colore. Si spera!

Ecco il risultato. L’operazione è costata 40 euro di materiale e due ore di lavoro. Il risultato è discreto, visto che è stata la nostra prima esperienza di riparazione con la vetroresina. Possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti, anche se Denis pensa che avrebbe potuto fare di meglio, ma per adesso va bene così. Magari in futuro rifaremo la riparazione con più precisione. Adesso non c’è tempo, è ora di partire per le vacanze estive!

S&D

I migliori weekend nel Nord Italia che puoi fare solo con un camper

Ci sono luoghi del Nord Italia che, per una serie di motivi, difficilmente andrai a visitare senza un camper.

Ci sono luoghi del Nord Italia che, per una serie di motivi, difficilmente andrai a visitare senza un camper.

Abbiamo stilato una classifica dei migliori weekend che abbiamo trascorso in questi anni, partendo da Milano. Ci siamo accorti che questi luoghi difficilmente possono essere scoperti se non con un camper, a causa della complicata organizzazione con alberghi e spostamenti, dell’isolamento di questi luoghi lontani dalle grandi arterie stradali e da altri grandi centri, oppure troppo piccoli perchè valga la pena prenotare un albergo per una visita che si risolve in poche ore. Insomma, il problema è principalmente logistico, ma grazie alle nostre case mobili lo scomodo diventa comodo.

Abbiamo raccolto in questo post i luoghi che hanno ci hanno sorpreso per le loro peculiarità: delle vere e proprie perle da scoprire all’interno del nostro territorio.  In questi anni abbiamo custodito gelosamente le nostre piccole grandi scoperte. Ma oggi vogliamo condividerle con voi.

#1 – Castell’Arquato e la Fortezza di Bardi

Due tappe per un weekend medievale a 100 km da Milano.

Castell’Arquato è uno dei Borghi più Belli di Italia in provincia di Piacenza, un po’ lontano dall’autostrada Milano-Bologna. Tra le sue vie si respira un’aria medievale che lascia stupiti. E’ un piccolo paesino curatissimo, che regala splendidi panorami, situato leggermente in collina. Le viuzze del borgo conducono ad uno splendito Castello. Una vera perla.

Da Castell’Arquato ci si addrentra ancora di più nell’entroterra per arrivare a Bardi. Nel centro del paese è presente un’area sosta gratuita dove è possibile dormire davanti ad un splendido panorama fatto di colline verdi e un Castello con annesso Fantasma. Un esperienza da brividi.

#2 – Trekking a San Rocco

La Liguria la conosciamo tutti, spesso noi camperisti soffriamo un po’ nel guidare per le strette strade liguri, anche a causa dell’affollamento, ma sopra Camogli esiste un’area sosta strategica che può essere sfruttata da noi camperisti. Si trova a San Rocco. Ma perchè quest’area sosta è così importante? In fondo è solo un caro parcheggio senza servizi. Il punto è che da qui partono una serie di percorsi di trekking che portano dovunque, passando all’interno del parco del Portofino, tra panorami mozzafiato e boschi mediterranei. E’ possibile godere qui della vera essenza della Liguria. Una vera goduria.

#3 – Cascate Acquafraggia, Val Chiavenna

Chiavenna ed un campeggio sotto le Cascate dell’Acquafraggia. Lo spettacolo è assicurato per un weekend di relax e trekking. A quanto pare sono le cascate più alte d’Europa!

#4 – La Strada Romantica delle Langhe e del Roero

I Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato sono iscritti alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Non a caso! E uno dei percorsi più suggestivi che vi consigliamo proprio nel giorno di San Valentino è la Strada Romantica, percorribile con un trekking molto godibile fra i vigneti. Noi consigliamo di andarci in autunno per godere degli splendidi panorami e dei colori caldi che scaldano il cuore.

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#5 – Vigoleno

La visita di questo minuscolo borgo medievale è d’obbligo: sarà una vista velocissima ma stupefacente. Basterà arrivare nella piazza centrale per capire immediatamente di essere arrivati in un posto speciale e raro.

#5 – Ameglia

Un weekend nella Lunigiana per visitare Ameglia. Lasceremo il nostro camper sul mare e risaliremo a piedi per visitare questo splendido borgo arroccato su un promontorio. Le sue strettissime viettine sono davvero graziose.

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S&D

In bici tra gli ulivi millenari. Puglia in camper Estate 2016

Il percorso con le bici in natura è l’ideale per scoprire le tante meraviglie presenti tra la splendida costa pugliese e i grandi ulivi della piana degli ulivi secolari.

Ed è ora di fare un po’ di movimento!

Arriviamo ad Ostuni in camper e ne approfittiamo per scaricarlo in un’area apposita nella zona del centro, sotto le mura:

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Raggiungiamo poi la Masseria Lamasanta, in area di Costa Merlata ad Ostuni:

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Prendiamo le nostre bici insieme ad un gruppo di ragazzi e alla nostra guida e percorriamo bellissimi sentieri immersi nella macchia mediterranea tra le colorate fioriture.

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Il percorso con le bici in natura è l’ideale per scoprire le tante meraviglie presenti tra la splendida costa pugliese e i grandi ulivi della piana degli ulivi secolari.

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Trascorriamo un pomeriggio ventilato alla scoperta di luoghi di enorme interesse naturalistico percorrendo alcuni sentieri immersi in una piccola oasi naturale, tra i profumi della macchia e della primavera. Un percorso di bassa difficoltà tra i sentieri del mare e quelli delle meravigliose sculture di ulivi secolari presenti lungo la via Traiana. L’itinerario si svolge nel territorio di Ostuni, è di bassa difficoltà ed è adatto anche a chi raramente prende la bici. Si può prendere una delle bici dei Millenari di Puglia oppure portare la propria. Durante il percorso non mancherà l’incontro con alcuni ulivi monumentali unici e meravigliose dalle forme scultoree e dimensioni mastodontiche.

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L’itinerario è di quasi 15 km ad anello e si conclude al tramonto.

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Il costo della cicloescursione comprensiva della bici è di 12 €, mentre per chi viene con bici propria è di 8 €.

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Per partecipare all’escursione in bicicletta è necessario prenotare alla segreteria di Millenari di Puglia chiamando al numero 373.5293970 anche su whatsapp.

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Consigliamo questa escursione proprio a tutti, grandi e piccini! Il paesaggio è  assolutamente spettacolare e le novità da scoprire moltissime! Annusate poi questa rucola selvatica 🙂

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S&D

Il dolmen di Bisceglie in camper Estate 2016

Il nome Chianca deriva dal termine dialettale biscegliese chianghe, cioè lastra di pietra o di lava.

Del mare non ci stanchiamo mai, così come non ci stanchiamo mai di mangiare 🙂

Non potevamo quindi non pranzare all’Osteria Il Cerriglio nel centro storico di Bisceglie:

 

 

Oltre alle orecchiette con il sugo di braciole, non perdetevi il pure di fave: una libidine!

Nel pomeriggio, invece, visitiamo i famosi Dolmen di Bisceglie 🙂

Il dolmen della Chianca è un imponente monumento megalitico preistorico, risalente all’età del bronzo.

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Il nome Chianca deriva dal termine dialettale biscegliese chianghe, cioè lastra di pietra o di lava. In alcuni testi, e su alcune guide, il dolmen della Chianca viene indicato con il nome di dolmen di Bisceglie. A tal proposito è opportuno tener presente che nel territorio biscegliese si trovano altri due monumenti megalitici dello stesso tipo: il dolmen di Albarosa e il dolmen della masseria Frisari.

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Ma c’è una cosa che non potete assolutamente non provare, un dolce speciale.

Quando si pensa al dolce nuziale, vengono in mente quelle torte a più piani con ghirigori di panna, eppure al matrimonio di Lucrezia Borgia e Federico d’Aragona gli ospiti gustarono il Sospiro di Bisceglie, un goloso e sofficissimo pan di spagna ripieno di crema e cosparso da una glassa di zucchero detto gileppo. Comprateli al Bar Cattedrale!

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Stiamo lievitando 🙂

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